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L’Acqua, la Luce, il Tempo

La fotografia è il procedimento che, mediante l’apparecchio fotografico, permette di ottenere un’immagine permanente di persone o cose. Viene praticata per professione o, come nel mio caso, per passione essendo la fotografia una ampia parte di me stesso.

In genere si ritiene che la fotografia serva a fermare, bloccare un attimo per riprodurlo su un supporto. Con questo lavoro ho inteso non bloccare un attimo ma catturare un intervallo di tempo, anche di diversi minuti, utilizzando l’inconsueta ed affascinante tecnica delle lunghe esposizioni.

L’Acqua, la Luce, il Tempo sono i tre elementi alla base del lavoro fotografico proposto:

24 fotografie (due rullini fotografici), otto delle quali a colori e sedici in bianco e nero.

Un progetto che rappresenta la sintesi di tre anni di lavoro durante i quali la ricerca della inquadratura verso la massa d’acqua infinita del mare o di un lago è stata un’ossessione continua nello sforzo di catturarla ed ingabbiarla nel rettangolo del campo visivo dell’inquadratura fotografica: “imprigionare l’infinito nell’infinito stesso”.

I luoghi inquadrati sono, per scelta, sempre decontestualizzati e senza tempo, incanalati verso un’età dilatata e indefinita, ma lasciando sempre alcuni elementi riconoscibili.

L’impiego della tecnica delle lunghe esposizioni, della luce a volte abbagliante, a volte radente e a volte diffusa oltre che all’uso del colore e dei grigi del bianco e nero, conferisce alle immagini toni morbidi e delicati seppur, in alcuni casi, minacciosi. Una visione spesso onirica e surreale dovuta ad una sottile fusione tra previsualizzazione del risultato ed emozioni conferendo alle fotografie una percezione di profonda staticità e morbidezza. Per questo la scelta dell’uso delle regole della composizione classica è diretta a non turbare l’attenzione dello spettatore ma a rassicurarlo nell’immensità delle masse: quelle liquide dall’aspetto liscio e setoso, quelle nuvolose sfuggenti. Così come i volumi solidi quali i frangiflutti, i natanti, le palizzate sono usati come segno grafico distintivo dell’ambiente.

Due sono le sensazioni che ho provato a stimolare nell’osservatore: la prima è quella che esplorando un orizzonte illuminato da una luce accecante, o oscurato da nubi tempestose attiri il suo interesse in un sogno profondo; la seconda è quella di proporre immagini dove, istante dopo istante, la luce si deposita sul fotogramma conferendo all’immagine finale una struttura innaturalmente vaporosa.

 

ESPOSIZIONI

Il progetto L’Acqua, la Luce, il Tempo è stato esposto:

  • dal 11 Luglio 2019 al 04 Agosto 2019Pinacoteca Provinciale di Salerno – Via Mercanti, 63 Salerno
  • dal 22 Giugno 2018 al 29 Luglio 2018Sala espositiva del museo “Lo Spielberg dell’Irpinia” (ex Carcere Borbonico) – Piazza Castello, 15 Montefusco (AV)

 

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