Nella vita si fanno incontri che lasciano solchi profondi nella nostra esistenza. Solchi che assomigliano molto ai segni che il tempo lascia sulla nostra pelle. L’incontro con Fernando è avvenuto circa una quindicina d’anni fa nell’ambito delle frequentazioni dello stesso circolo fotografico. Da quei primi incontri ne è nata un’amicizia vera, fatta di profonda considerazione e di rispetto.
Oggi Fernando ha oltre novant’anni e quando, qualche mese fa, mi ha chiesto di fotografare le sue mani scolpite dal tempo, mi sono reso conto che non avrei documentato solo le orme che gli anni vi hanno lasciato impresso. Attraverso il mirino della mia Hasselblad, infatti, ho cercato di catturare l’essenza autentica di una vita dedicata alla trasmissione del sapere alle nuove generazioni. Volevo che questo tributo al mio amico fosse il ritratto di una passione comune e profonda: quella per la fotografia.
Queste cinque stampe, dunque, non sono delle semplici riproduzioni di due mani, sono un racconto di una memoria non scritta con il tratto di una penna, ma attraverso la luce e l’argento della pellicola e della carta fotografica, lavorate lentamente e nel silenzio della mia camera oscura. Esse costituiscono la restituzione tangibile del legame che ci unisce.
Mi auguro che chiunque osservi queste fotografie possa, anche solo in parte, cogliere la profonda stima e il grande affetto che provo per Fernando.
Camera: Hasselblad 500 CM + Planar 80 + Close up 2+
Film: Ilford FP4 plus in Rodinal 1+50
Print: Ilford MGRC IV